Schegge di visioni

A me fa paura questa cosa che, se ho paura di una cosa, cioè ho paura che mi accada, questa cosa, molto spesso, dopo, mi accade davvero.

Questa è la mia paura più grande.

Cioè mi è già capitato un sacco di volte che se penso a una cosa che mi fa paura, e che so già che farò fatica ad affrontarla, se mi fisso che da una certa cosa io vorrei starci alla larga -magari una cosa che è capitata ad altri e io ho pensato: «Che sfiga però» – se faccio solo di rimuginarci sopra un po’, a me sembra di aver notato che quella cosa lì poi mi succede esattamente come avevo temuto potesse succedere.

Ho iniziato a credere che se lascio alla mia immaginazione negativa la possibilità di vagare nel mio cervello, le lascio occupare i miei pensieri, la lascio scorazzare libera come si fa coi cani quando i padroni sganciano il moschettone che lega il guinzaglio al collare e loro iniziano a correre come impazziti dentro agli appositi recinti dei parchi pubblici, do cioè alla mia fantasia il permesso di produrre i vari film Luce di me stessa mentre affronto quel problema che mi spaventa tanto, scena dopo scena, ecco l’atto stesso di immaginare quella sfiga nei minimi particolari, fa si che la sfiga dopo poco si materializzi davvero tale e quale a quella immaginata.

Quasi che i pensieri negativi che ho lasciato vagare troppo nella testa e che han sbattuto come palline di un flipper contro le pareti del cranio, una volta che sono andati via, quando magari ho smesso di pensarci, per il fatto che forse hanno lasciato dei frammenti di quella visione cioè delle briciole di immagini catastrofiche della mia vita alle prese con la sfiga dentro di me e mi hanno contaminata, poi in qualche modo, per una ragione legata alla biochimica forse, e che è probabilmente ancora in fase di studio in qualche laboratorio di una qualche università, studio ancora secretato ma che verrà pubblicato su Lancet prima o poi, queste schegge di visioni si riuniscono e poi prendono la forma della sfiga vera e propria.

Allora io, adesso che lo so, che se penso intensamente a una cosa brutta -ci penso troppo cioè-questa si materializza, allora io mi sforzo di pensare solo a cose belle.

Però non sempre ci riesco.

 

 

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