L’eroina del distretto

Oggi è una giornata fortunata, mi è venuta l’idea per un romanzo:

un romanzo che ha per protagonista un poliziotto che ha deciso di mettere un po’ d’ordine nel mondo e visto che abita a Bologna, ha deciso di cominciare proprio da lì.

Lavora al Commissariato Bolognina Pontevecchio: i superiori chissà perché l’hanno piazzato all’Ufficio atti amministrativi mentre lui, ovviamente, vorrebbe stare sulle volanti a inseguire quei cattivoni che compiono reati, ché gli sembra di essere portato essendo così integerrimo, così motivato e anche così aitante.

Sta ore e ore dietro a un vetro ad ascoltare persone che parlano di passaporti, che spiegano i loro problemi di espatrio di minori, ma lui non si perde d’animo:

la sua missione di salvare il mondo può cominciare anche da lì.

Così decide che quando arriva qualcuno con la faccia che non gli piace, con una faccia da schiaffi magari -ché questo poliziotto è uno che crede alla scienza della fisiognomica molto in voga dal V secolo d.C. fino alla fine dell’800 circa – gli fa mille problemi trovando sempre che mancano firme, che i moduli sono compilati male eccetera eccetera e lo spedisce via dicendogli di tornare e rifare la fila daccapo quando si sarà procurato tutto quello che serve così almeno un po’ di giustizia è fatta.

A un certo punto un giorno di questa settimana, arriva una tizia che vuole un documento per mandare la figlia minore in Irlanda con la scuola.

La donna è subito inquadrata dal poliziotto come un soggetto poco raccomandabile, da rimettere in riga: ha la carta d’identità con una foto coi capelli castani tagliati a caschetto mentre adesso porta i capelli biondi e lunghi fino alle spalle.

Va bene che la carta d’identità non è scaduta, ma come osa lei sovvertire l’ordine costituito cambiandosi l’acconciatura senza avvertire le autorità?

E così trova la maniera di rimettere la donna al suo posto, punendola.

Trova la falla! Manca la fotocopia della carta d’identità da allegare ai documenti.

La donna sorride: la carta d’identità ce l’ha con se’ e non sapendo chi si trova davanti, non immaginando che c’è un Terminator di fronte a lei, domanda al poliziotto di cui non sa nulla -sa solo che è fortemente in sovrappeso, e suda un po’ dietro il vetro dello sportello nel primo giorno caldo di maggio- se può cortesemente fargliela lui la fotocopia proprio con la fotocopiatrice che lui ha alle sue spalle.

L’ira del vendicatore allora si scatena: «Ma per chi ci ha presi??» urla l’uomo in divisa schizzando di saliva il vetro dello sportello «Per una copisteria?».

La donna balbetta, spiega all’esponente delle Forze dell’Ordine che ha fatto due ore di fila, che le spiace non aver letto bene le istruzioni dal sito.

Chiede perfino scusa, poi la donna se ne va perché capisce che nulla si può contro chi ha deciso che l’ordine del mondo ricomincia da lì: dal non permettere che la Polizia faccia una fotocopia in più del dovuto.

Ora pensavo di proseguire il romanzo così:

la donna, va a farsi la fotocopia che manca, torna al Commissariato Bolognina Pontevecchio, rifà due ore di fila, trova di nuovo Terminator, sta col fiato sospeso finché il questurino, ‘sta volta senza fare una piega, non le dice che il suo documento sarà pronto tra un mese e allora potrà venirlo a ritirare.

La donna osa chiedere se anche per il ritiro occorre fare la fila.

«Certo» le risponde l’integerrimo difensore della legge.

«Ovviamente» ricalca la donna, incazzata.

Poi la donna esce dal Commissariato e mentre sale in macchina per tornare a casa, decide che scopo della sua vita da adesso in poi sarà vendicarsi del sopruso subito.

Così inizia a seguire il poliziotto. Diventa la sua ombra.

Scopre che è un serial killer.

Che ha ammazzato decine di persone: che fa fuori a sangue freddo i pedoni che non attraversano sulle strisce, che insegue i ciclisti che girano sui marciapiedi per stirarli con la sua macchina.

Che gambizza i venditori di fazzoletti ai semafori.

La donna allora lo fa arrestare e bon, fine della storia:

lei finisce su Il Resto del Carlino col titolo “L’eroina del distretto Bolognina Pontevecchio”.

Non so,

chissà se potrebbe funzionare.

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