Fenomenologia sintetica di un tipo poco raccomandabile

Il raccoglitore di conchiglie ( o la raccoglitrice, non ne faccio una questione di genere, ovviamente) è un individuo che posto in un ambiente marino (provvisto di spiaggia o, nei casi più gravi, anche di scomodi sassi) manifesta la sua patologia in tutta la sua evidenza e gravità che diversamente – in altri habitat cioè- rimane latente.

Se volete sapere se siete a contatto con un pericoloso raccoglitore di conchiglie c’è un solo modo piuttosto rischioso: portatelo al mare.

Quando un raccoglitore di conchiglie si trova quindi nelle condizioni che potremmo definire scatenanti ( in spiaggia con un secchiello o un barattolo in mano) si palesa per quel che è: un pazzo maniaco mosso, anzi accecato, da un unico sentimento orrendo ovvero la più turpe delle cupidigie altrimenti detta “bramosia conchiglifera”. Per altro invece, cioè se non posto davanti a un mare qualunque del planisfero, il raccoglitore di conchiglie sembra un essere umano senza disturbi psichiatrici di sorta.

È facilmente riconoscibile il raccoglitore di conchiglie: a ogni ora del giorno ( ma se potesse anche della notte con una torcia in fronte) il soggetto si aggira per le spiaggie incurante di tutto ciò che lo circonda con l’unico pensiero fisso, inchiodato nella mente con un tassello grosso così, di accumulare quello che ritiene un bene scarso e prezioso di cui egli non può fare a meno, per niente al mondo.

Non sente ragioni, non sente la fame e la stanchezza, non sente sua madre che gli urla di smettere ché bisogna tornare a casa: il raccoglitore di conchiglie quando è in stato di loop non sente niente e si produrrà in stati violenti e scomposti buttandosi e rotolandosi urlando nella sabbia, pestando i piedi e tirando calci se si cerca dolcemente -o meno -di distoglierlo dalla sua attività preferita.

Non ne ha mai abbastanza, non è mai sazio, non si cura del vento o del sole il raccoglitore di conchiglie: è un tipo che non si piega e non si spezza mai, lui.

La mania dell’accumulo, la mania ossessivo-compulsiva, la frenesia e l’ipercinesia sono nel raccoglitore di conchiglie patologie correlate alla patologia principale di cui soffre il soggetto.

Il raccoglitore di conchiglie è anche un po’ paraculo – bisogna dirlo- perché alla sera, tocca a sua madre lavare e stoccare le sue amate conchiglie di cui nessuno poi, una volta a casa, saprà che farsene.

La patologia del raccoglitore di conchiglie non è curabile e in taluni casi risulta infettiva: da uno studio svolto recentemente a Ile de Ré ( Francia) una donna priva del morbo, madre di due gemelle di sei anni che ne erano affette dalla nascita, ha manifestato lei stessa per la prima volta lo stesso disturbo delle figlie nonostante l’età avanzata.

2 pensieri su “Fenomenologia sintetica di un tipo poco raccomandabile

  1. Mammamsterdam

    si, ne conosco uno che ha ripreso da sua madre, con l’aggiunta che a noi piacciono un sacco anche i sassi. Adesso ho comprato un sacchetto di cemento no mix per provare a farne in giardino un cordolo da aiuola in cui, nel cemento umido, incastreremo dei gran compose di sassi, conchiglie e biglie colorate. Il cemento sono tre mesi che ce l’ ho tra i piedi e pesa da matti, adesso mi serve metterci mano

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    1. Barbara Galli Autore articolo

      Cara Mammamsterdam,

      questo non dovevi scrivermelo: adesso credo di avere assolutamente bisogno di una casa con giardino naturalmente provvisto di un cordolo fatto da me.
      Alle bambine no, non ci farò mettere le mani: sarà un lavoretto solo mio!
      Lo decorerò con biglie, sassi, e perché no? Pigne! Noi raccogliamo anche le pigne.
      Ci possono stare le pigne secondo te?
      Corro a vedere gli annunci immobiliari e a comprare un sacco di cemento,
      per non rischiare di rimanere senza.
      Grazie della dritta
      B

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