Speriamo bene, altrimenti pazienza

Sentire il vento dell’Atlantico in faccia -ché non l’ho mai sentito mi sembra- mangiar ostriche fino a stancarmi, spostarmi solo in bicicletta per due settimane, dire infinite volte Oui, e Merci, e Bonjour, star sempre mezza svestita e scalza, annusare odori nuovi, svegliarmi per un po’ in un posto sconosciuto, finire Delitto e castigo, leggere Zazie nel metró ( e L’inquitudune di Pessoa, e Bartleby lo scrivano), rileggere Mosca-Petuski ( e anche: Alice nel paese delle meraviglie e Quasi amore, e Tre matti, e Dall’esilio di Brodskij), sorridere spesso, ridere qualche volta, tener per mano qualcuno mentre cammino (senza che ci sia la necessità di farlo per attraversare una strada trafficata), fare fotografie tutte uguali di tramonti e dune e balconi fioriti, avere sempre le gambe scoperte, asciugarmi i capelli all’aria, truccarmi per uscire tutte le sere, ordinare vino a cena e – perché no?- anche a pranzo, leggere menù scritti solo in francese.

Le prossime due settimane sono le prime, dopo tanti anni, fitte di grosse aspettative.

Speriamo bene.

Altrimenti, pazienza, parteciperò a questo concorso qui:

http://www.paolonori.it/stare-a-casa/

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