Adieu ovvero il mio sintetico discorso di fine anno

Se fossi il Presidente della Repubblica e dovessi scrivere il discorso di fine anno io agli italiani direi quattro cose, non una di più:

  • se c’è un pregio che hanno tutti gli anni, è che dopo 365 giorni quasi tutti più o meno finiscono e subito dopo ne inizia uno nuovo sul quale poter fare affidamento (ché alle persone puoi togliere tutto ma non la speranza);
  • anno nuovo vita nuova è una palla, ma fa meno danni dell’alcol e delle sigarette, quindi ditelo pure quanto vi pare anche se a me, personalmente, è una frase che proprio non piace;
  • le persone si dividono in due tipi: quelle che sanno istintivamente se “anno” si scrive con l’H o senza ( perchè hanno fatto delle ottime elementari con una maestra di stampo tradizionale) e quelle invece che ci devono pensare molto e comunque, ogni tanto, si sbagliano ancora quindi, al nuovo Ministro dell’Istruzione senza Maturità e senza Laurea, chiederò di far lavorare gli insegnanti proprio su questo tema;
  • non ci sono prove scientifiche, nessun studio di nessunissima università americana che se fai una cosa l’ultimo dell’anno dopo la fai tutto l’anno ma tentar non nuoce.

Adieu 2016!

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