Madri

Nei discorsi tra amiche più che gli uomini, i compagni, le compagne, gli ex, il sesso, il lavoro, il denaro, le rughe, la pancia, la cellulite, i figli, le suocere, il tempo che passa, il taglio di capelli, il rapporto (quasi sempre conflittuale) col cibo, i parenti, i gatti, i cani, la politica, i politici, la crisi economica, le liti condominiali, i tassi dei mutui, lo spread, le banche, Monte Paschi, i soldi che mancano, chi ne ha troppi, chi ne ha troppo pochi, la Siria, il terrorismo, la guerra, i migranti, più che lo yoga, i corsi di scrittura, che fai a Capodanno, hai letto su Facebook che, i libri letti, le figuracce fatte, ci sono loro: le proprie madri.

Ciascuna ha la sua.

Depressa, repressa, anaffettiva, despota, dispotica, ipocondriaca, maniaca dell’igiene, dell’ordine, fallita, frustrata, cattiva, assente, oca, ridicola, pesante, perdente, impossibile, rifiutante, alla costante ricerca dello scontro, perfida, ‘na vipera:

nessuna delle mie amiche ha avuto una madre normale, mi sembra.

Chissà cosa vuol dire.

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