La mia infanzia schifa

Bianca ha iniziato la IV Ginnasio.

I primi giorni sono stati belli e intensi,

era entusiasta di tutto:

dei bagni, della macchinetta del caffè, dei compagni di classe, del proprio banco, dell’odore che sentiva quando entrava in aula, dei professori, del fatto che la scuola si trova in pieno centro a Bologna.

Poi ha preso 4/5 nel primo compito in classe di Greco e ha iniziato a dubitare che il Liceo Classico sia la scuola adatta a lei, ha iniziato a temere la bocciatura:

Un voto così è un biglietto di sola andata per l’Istituto Tecnico, ha iniziato a dire.

Oppure: Era meglio l’Alberghiero.

Poi ha preso 8 in Latino e la vita ha iniziato a sorriderle di nuovo, e ha preso a fantasticare su quando, dopo la Maturità, si iscriverà finalmente a Medicina, che è il sogno della sua vita.

Oggi doveva fare un tema per Italiano dal titolo:

“Perché leggere”.

Era lì davanti alla scrivania sulla sua sedia tutta ranicchiata, una gamba sotto il sedere, la schiena curva e una biro in bocca, con gli occhi persi nel vuoto davanti al foglio bianco.

Le ho chiesto che faceva, mi ha detto:

Ho il blocco dello scrittore. Anche se ho chiaro in testa i vari motivi perché è utile leggere, non riesco a concentrarmi per buttarli giù.

Hai niente da darmi da leggere che mi sblocchi?

L’hai letto Il giovane Holden, le ho chiesto.

No, mai.

Allora le ho dato Il giovane Holden da leggere, poi sono uscita di casa.

Dopo un paio d’ore sono tornata, non aveva ancora scritto niente, il foglio era ancora bianco ma era andata molto avanti con Il giovane Holden.

Ti piace? Le ho chiesto

Molto, ha detto lei, parte benissimo già dalle prime righe quando dice: “la mia infanzia schifa”, lì ho capito che è il libro adatto a me.

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