Malignità

C’è un romanzo, ma non mi ricordo quale, potrebbe essere Il serpente di Malerba ma forse mi sbaglio, che inizia con un ricordo d’infanzia tristissimo:

un bambino che era talmente povero che la madre alla domenica lo portava in piazza a vedere i bambini ricchi che mangiavano il gelato.

Io stamattina visto che che pioveva e di stare in casa non ne potevo più,

ho portato le mie figlie in un enorme centro commerciale e gli ho fatto credere che essere lì a guardare le decorazioni di Natale e anche tutti i giocattoli esposti che c’erano senza comprare niente neanche una pallina da 0,99 euro, doveva considerarsi per loro due un privilegio grandissimo.

 

«Potete toccare tutto, ma senza rompere niente», ho detto io alle mie due figlie di sette anni stamattina con sguardo amorevole mentre eravamo in questo eneorme centro commerciale tutto addobbato come se fosse già la vigilia di Natale.

E loro, le mie bambine, mi hanno ringraziato tantissimo.

 

E poi dopo un’ora quando ho detto loro che si andava via perché era ora di tornare a casa a preparare il pranzo e loro mi han risposto che avevamo visto solo il primo piano che ci mancava  da vedere l’intero e immenso piano terra del centro commerciale, io ho detto che il piano terra ce lo tenevamo per la prossima domenica di pioggia.

Ho aggiunto anche: «Non si può esagerare».

E loro, le mie figlie di sette anni, mi hanno dato ragione:

han detto che un piano intero per questa volta poteva bastare.

A casa ho raccontato molto soddisfatta della mia impresa tutto quanto a Bianca e lei mi ha detto che crede che fosse Stalin che fu un padre così cattivo e crudele che a suo figlio che tentò di uccidersi ma sparandosi sbagliò la mira e sopravvisse disse:

«Non sei neppure bravo a ucciderti sei proprio una nullità».

Ma non so se è una storia vera.

 

 

 

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