L’esercitazione

Per trasformare una classe delle elementari in un funerale, senza obbligare nessun bambino a prendere lo scomodo posto del morto, l’insegnante che deciderà di svolgere con la sua classe questa interessante esercitazione dovrà procurarsi per prima cosa un cadavere animale, mandando un alunno volenteroso a cercarlo nel cortile della scuola.

Per ovvi motivi di carattere igienico per questa delicata operazione l’insegnante consegnerà al bambino designato un paio di pinze da cucina dell’Ikea, di quelle in plastica nera che servono per friggere, e un paio di guanti in lattice, meglio se di taglia piccola. Prima di uscir fuori gli raccomanderà caldamente di servirsene per prendere su l’animale imponendogli il divieto assoluto, pena una nota sul registro, di toccare l’animale a mani nude.

Individuato il corpo o la carcassa ( dipende dallo stato di decomposizione) di una formica o una lucertola, di un ratto o un piccione, a seconda di quello che quel giorno si riuscirà a trovare, il bambino lo riporrà dentro a un sacchetto di plastica trasparente da sigillare per bene con diversi giri di scotch in modo che i miasmi esalati dal cadavere non ammorbino l’aria della classe che di solito è già abbastanza pesante di suo.

Al rientro in aula, l’insegnante prenderà in consegna dal bambino il corpo dell’animale richiuso nel sacchetto e lo deporrà con molta delicatezza in una scatola da scarpe che fungerà da bara e che per ora verrà tenuta a coperchio scoperto.

A quel punto sarà utile che l’insegnante dia agli alunni qualche cenno sul culto dei morti nel corso della storia quale espressione di pietà dei vivi verso i loro defunti che si manifesta nei riti funebri, nella costruzione dei cimiteri e nell’elaborazione di riti religiosi di vario tipo.

Dopo questa breve parentesi teorica l’insegnante procederà con l’esercitazione pratica dividendo i bambini della classe in cinque gruppi come di seguito illustrato:

1) i parenti stretti del defunto: da uno a 4 o 5 alunni al massimo;

2) gli addetti alle pompe funebri: n.1 o 2 alunni ( da scegliere tra coloro che quella mattina si sono recati a scuola in una tenuta decorosa meglio se di colore scuro);

3) l’autorità religiosa (figura opzionale a discrezione dell’insegnante se nella classe tutte le famiglie hanno fatto la scelta dell’ora di religione): n.1 alunno;

4) i parenti meno stretti del defunto: 5 o 6 alunni;

5) gli amici e le amiche del defunto, i vicini di casa, conoscenti vari: il resto della classe.

Per svolgere il ruolo del notaio preposto all’apertura del testamento e alle pratiche della successione, si chiederà il piacere di prestarsi a un bidello o a una bidella a cui si chiederà anche la cortesia per meglio entrare nella parte, di indossare per l’occasione giacca e cravatta o se di sesso femminile, un sobrio tailleur.

Nella prima parte dell’esercitazione si inviteranno gli alunni che appartengono al gruppo degli addetti alle pompe funebri a produrre con un cartellone il fac-simile di un’insegna da appendere in un angolo della classe che fungerà da sede dell’impresa che si occupa della vendita di beni materiali per il rito funebre come la bara o l’urna per contenere le ceneri e dell’organizzazione del funerale, oltre che della eventuale cremazione e dei relativi adempimenti burocratici.

L’insegnante inviterà gli alunni che simulano gli addetti alle pompe funebri a disporsi in quell’angolo seduti su due seggioline a braccia conserte in attesa dei parenti stretti.

La seconda fase dell’esercitazione prevede che una delegazione di soli due elementi dei parenti stretti ( per designarli basterà estrarre a sorte due nomi con dei bigliettini) si rechi nell’angolo scelto per sede delle pompe funebri poi, dopo un breve colloquio, concordi i dettagli della cerimonia così come da disposizioni testamentarie -se ci sono -o per scelta dei parenti.

I bambini addetti alle pompe funebri potrebbero mostrare un’interessante apertura ad altre espressioni culturali proponedo alla delegazione dei parenti stretti riti funerari alternativi come ad esempio il funerale vikingo che prevede la cremazione della salma su un’imbarcazione funeraria in mare aperto. Se i bambini della delegazione dei parenti stretti accettano questa variante sarà necessario procurarsi anche una piscinetta gonfiabile, una pompa a pedale per gonfiarla, un secchio per riempirla facendo avanti e indietro dal rubinetto del bagno e una scatola di fiammiferi svedesi.

Una volta definite le modalità della cerimonia, qualunque esse siano, nella fase successiva verrà allestita la camera ardente e i bambini appartenenti al gruppo dei parenti stretti si disporranno attorno alla scatola da scarpe che funge da bara aperta mentre i bambini apparteneti ai gruppi dei parenti meno stretti, degli amici, dei conoscenti e dei vicini di casa faranno una specie di staffetta, un gruppo alla volta, per andare a dare una rapida occhiata al defunto e una stretta di mano ai parenti stretti.

Ai gruppi che visitano la camera ardente la maestra dirà di tenere un’aria contrita, di abbassare gli occhi davanti alla salma e di prepararsi una frase di rito da dire ai parenti stretti quando gli stringono la mano.

Terminata questa fase si procederà alla chiusura della bara che potrà essere sigillata invece che con la fiamma ossidrica, con una pinzatrice gentilmente concessa in prestito dalla segreteria della scuola.

A seguire si terrà la cerimonia religiosa: il bambino che per vocazione si è offerto o se non c’è stato nessun volontario è stato estratto a sorte per fare l’ autorità religiosa dovrà leggere un discorso preparato dall’insegnante che verterà in generale sul senso della vita, dovrà essere blandamente consolatorio e indurre gli astanti alla riflessione sulla loro stessa vita avendo come monito la bara che verrà posta tra lui e il resto della classe.

Il bambino che svolge il ruolo di autorità religiosa prima di leggere l’omelia funeraria inviterà tutti quanti a spegnere i loro cellulari, gli altri bambini dovranno stare seduti di fronte a lui e ascoltarlo in assoluto silenzio.

Terminato il discorso dell’autorità religiosa si procederà alla fase successiva.

Nel caso sia stata scelta la tumolazione della bara, i bambini addetti alle pompe funebri porteranno la scatola da scarpe che funge da bara nel cortile della scuola mentre il resto della classe li seguirà in processione in religioso silenzio fino al fazzoletto di terra scelto come cimitero. Scavata una buca con l’ausilio di una paletta da spiaggia la bara verrà interrata.

A mo’ di lapide si potrà usare materiale da recupero come ad esempio il coperchio di una vecchia pattumiera sapientemente intagliato o qualcosa di simile sul quale con un pennarello indelebile si scriverà, non disponendo di altri dati come il nome del defunto o la data di nascita, solo la data della sepoltura.

Qualche soffione o margerita recuperati lì intorno e posati sulla lapide metteranno fine all’esercitazione sul funerale.

Nel caso di cremazione la bara invece, con le dovute precauzioni, verrà incendiata dall’insegnante mentre le ceneri potranno essere disperse nel wc del bagno della scuola oppure anche conservate in un barattolo in classe.

Il giorno seguente, verrà svolta l’ultima fase dell’esercitazione, quella relativa all’apertura del testamento dove il bidello o la bidella che fungono da notaio apriranno il documento -se presente- o in assenza dello stesso si darà luogo alla successione legittima.

 

 

 

 

 

 

 

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