Inedito

Capitolo 1

Mi chiamo Ginevra, e ho tre sorelle,

di Vittoria, mia sorella gemella: meglio che non ne parliamo.

Di Bianca, che ha 15 anni, io voglio dire che è la sorella migliore del mondo e di meglio non ce n’è.

Bianca è magra, e ha i capelli a caschetto: è bellissima.

Bianca quest’anno ha iniziato il liceo classico e sta sempre chiusa dentro la sua stanza con un vocabolario sulle ginocchia e la schiena curva a fare delle versioni di latino e di greco ma certe volte, se ha un po’ di tempo, mi chiama da lei in camera sua e mi trucca col rossetto ma poi mi pulisce per non farlo vedere alla mamma che mi ha truccata sennò lei si arrabbia, delle altre volte, invece, cerca della musica sul suo telefonino e balliamo insieme come pazze.

Bianca io l’amo.

Poi c’è mia sorella Carolina che ha 22 anni. Carolina a casa non c’è quasi mai ma quando c’è fa la maestrina: la maestrina più perfettina del mondo.

Se mi vede con le dita nel naso, ad esempio, mi tira delle sberle.

Carolina si è fatta due tatuaggi e tre piercing che non le stanno molto bene, io la preferivo senza.

In testa ha una specie di treccia che si chiama dread e Bianca certe volte le dice che sembra che abbia un topo morto sulla spalla: io sono d’accordo con lei.

Carolina di giorno sta all’università, e di sera esce quasi sempre: certe volte per andare a lavorare, delle altre volte per andare a ballare. Di lavoro consegna le pizze e anche i panini di Mc Donal. A me non sembra un bel lavoro, io da grande preferisco far di meglio.

 

Capitolo 2

Lavori che mi piacerebbe fare:

  • la contadina che bada agli animali;
  • vendere le spremute di mirtilli;
  • essere campionessa mondiale nel volo con gli aquiloni;
  • stilista di moda;
  • avere un negozio di collane.

 

Capitolo 3

I miei genitori.

I miei genitori sono così noiosi, che farebbero perdere la pazienza anche a Don Bosco però si vede che hanno i loro buoni motivi per essere così.

Comunque gli adulti sono tutti così, non c’è niente da fare.

La nonna ad esempio è ancor più noiosa della mamma, ma cucina meglio.

Mia madre si chiama Barbara, è abbastanza alta. Mio padre si chiama Angelo, è abbastanza vecchio.

Mia madre si veste abbastanza bene, anche mio padre si veste abbastanza bene.

Mia madre ha una macchina bianca, mio padre ha una macchina grigia.

Mio padre ha una moto enorme.

Mia madre aveva una moto rossa ma l’ha venduta.

Di loro non c’è molto altro da dire mi sembra.

 

Capitolo 4

Io ho 7 anni ma il 20 di giugno ne compio 8.

Mia madre dice che per risparmiare la festa di compleanno con i nostri amici io e Vittoria la possiamo fare un anno sì e uno no, quest’anno è un anno no.

Io ho i capelli ricci, mentre Vittoria li ha lisci, io sono magra, lei invece ha la pancia, io ho il 34 di piede e lei il 35.

La mia scuola si chiama Maria Ausiliatrice, in cortile abbiamo: due bigliardini, uno scivolo e una statua della madonna con un mantello azzurro.

Io sono in 2a A. La mia maestra si chiama Luisa, anche lei è un po’ noiosa come i miei genitori.

Mia sorella gemella che è in 2aB ha la maestra Cristina che è molto meglio della Luisa: Cristina sembra una fata e certi giorni si mette i tacchi alti.

La Luisa sembra un po’ mia nonna per come parla e un po’ una suora per come si veste: non è giusto.

Certe volte in cortile a scuola raccolgo dei fiori e li porto alla maestra Cristina, anche se non è la mia maestra le ho chiesto se possiamo essere amiche lo stesso e lei mi ha detto di sì.

Faccio una collezione di figurine che si chiama Amici cucciolotti, la fa anche mia sorella gemella.

La nonna ci porta tre bustine a testa tutti i mercoledì quando ci viene a prendere da scuola.

Il nonno ha comprato uno scatolone intero di figurine degli Amici cucciolotti e lo tiene a casa sua sulla cassapanca che sta nel corridoio, però ha detto che di bustine ne possiamo avere solo tre alla settimana. Non ho capito bene perché.

Mia madre si è fissata che le doppie le devo scambiare con mia sorella, ma io non ci penso neanche, me le tengo tutte: sono mie.

 

Capitolo 5

Io una volta sono scappata da scuola.

E’ andata così:

mentre eravamo in mensa, che c’era un bel po’ di confusione, ho detto a una maestra di prima che non stavo tanto bene e che la Luisa mi aveva detto che potevo andare a casa.

Poi quando la Luisa si è messa a chiacchierare con la suora che serve ai tavoli sono uscita dal refettorio e quando un’altra maestra di quinta mi ha fermata sulla porta le ho detto che la maestra di prima mi aveva detto di andare a casa perché non stavo tanto bene.

Poi ho preso la cartella e la giacca e sono andata in portineria da suor Lucia, la suora con i baffi che sta all’entrata e le ho chiesto se poteva chiamare mia madre per venirmi a prendere perché le maestre mi avevano detto di andare a casa che non stavo tanto bene.

Solo che poi mia sorella Vittoria quando tutte le classi sono uscite in cortile dopo mangiato non mi ha vista e allora è andata dalla Luisa a riferirle che io alla mattina appena entrate a scuola le avevo detto: «Io oggi dopo pranzo voglio andare a casa tu cosa fai? Resti?» e dopo non lo so cos’è successo ma ero appena arrivata a casa con mia madre che l’ha chiamata la direttrice e il giorno dopo ero in Presidenza e mi hanno fatto un sacco di domande.

 

Capitolo 6

Non mi piace:

  • la tabellina del 7 e anche quella del 9;
  • andare in piscina al sabato pomeriggio;
  • di primo: la pasta col pesto di secondo: la frittata e di contorno i carciofi una volta è successo che mia madre ha messo a tavola tutte e tre le cose che non mi piacciono insieme;
  • quando la mamma dice: “sono le otto e mezza” perché so che subito dopo bisogna andare a letto;
  • quando Vittoria ha preso un 10 e lode e mostra il suo quaderno alla mamma e lei le fa un sacco di complimenti;
  • Filippo C. di 2aB che mi urla dietro in cortile facendo dei gran versi come di un mostro;
  • l’odore che c’è nel nostro ascensore il lunedì dopo che sono passati quelli delle pulizie che mi fa venire da vomitare;
  • quando mi sbuccio un ginocchio o un gomito;
  • quando Vittoria mi da delle sberle e la mamma vede solo me mentre gliele sto dando indietro e mi prendo la colpa:
  • i maschi della mia classe, tutti tranne Mattia Pasqualini.

 

Mi piace:

  • quando la mamma ci porta con la bicci carro e tutti per strada ci guardano e ci indicano col dito e certe volte ci chiedono se ci possono fare una foto e io saluto con la mano come fa la regina d’Inghilterra dalla sua carrozza;
  • il gelato alla stracciatella;
  • il formaggio di capra e anche il salame;
  • mettermi le dita nel naso;
  • andare al mare d’estate a Bellaria all’hotel Villa Furia che è di un amico di mamma che si chiama Paolo Ricci dove alla sera il cuoco napoletano fa sempre le patate fritte;
  • i pantaloni leopardati che mi ha regalato la nonna Marta anche se Bianca quando me li vede addosso dice alla mamma: “Le vesti come delle badanti ‘ste bambine, con noi non facevi così, ma non ti vergogni?”
  • guardarmi allo specchio e farmi delle pettinature come le trecce, o i codini e mandarmi dei baci da sola;
  • leggere i Topolini vecchi di Carolina che stanno dentro a certe scatole sotto al suo letto: sono un po’ impolverati ma fanno un profumo buonissimo;
  • andare a rovistare negli armadi delle mie sorelle grandi quando loro non ci sono e provare i loro vestiti;
  • cantare la canzone “Fischia il vento” alla domenica quando siamo a pranzo a casa dei nonni: quando Carolina ci dice «Facciamo arrabbiare il nonno» io e Vittoria capiamo che quello è il segnale e dopo iniziamo a cantare. Il nonno, io lo vedo che ci guarda male e fa delle facce bruttissime, ma non dice niente e ci lascia cantare tutta la canzone fino in fondo mentre Bianca fa finta di fare il direttore d’orchesta e Carolina fischia. La mamma invece ride. Mi piace molto quando la mamma ride.

 

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