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  1. Adieu ovvero il mio sintetico discorso di fine anno

    Se fossi il Presidente della Repubblica e dovessi scrivere il discorso di fine anno io agli italiani direi quattro cose, non una di più: se c’è un pregio che hanno tutti gli anni, è che dopo 365 giorni quasi tutti più o meno finiscono e subito dopo ne inizia uno nuovo sul quale poter fare […]

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  2. Madri

    Nei discorsi tra amiche più che gli uomini, i compagni, le compagne, gli ex, il sesso, il lavoro, il denaro, le rughe, la pancia, la cellulite, i figli, le suocere, il tempo che passa, il taglio di capelli, il rapporto (quasi sempre conflittuale) col cibo, i parenti, i gatti, i cani, la politica, i politici, […]

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  3. Sui metodi che la gente usa per ripararsi dagli urti della vita

    Pochi giorni fa ho passato una cosa come ventiquattro ore in ospedale. Visto che non stavo male io ma qualcun altro, visto che –purtroppo- non mi ero portata niente da leggere, l’unica cosa che ho potuto fare là dentro sveglia seduta su una sedia scomoda per ventiquattro ore, è stata dedicarmi all’osservazione dell’interessante ambiente circostante. […]

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  4. Una volta

      COMPITO: Scrivete qualcosa sul modello di questo monologo di Hickock in A sangue freddo di Truman Capote che dice: «Io, per me, sono un ignorante tranne quando si tratta delle cose della vita. Ne ho passate di tutti i colori. Ho visto frustare un bianco. Ho visto nascere dei bambini. Ho visto una ragazza, e non […]

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  5. I Dogon

    Oggi parliamo di Dogon. I Dogon, sono una popolazione del Mali che se su Google si scrive “D-o-g-o-n” si scopre che indossano, magari non tutti i giorni, magari solo per le feste comandate ma non importa, comunque vanno in giro e si fan fotografare con maschere spaventose e completini in paglia colorata di una bella […]

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  6. Letteratura popolare

    Io vado a corsi di scrittura dove danno compiti difficilissimi: l’insegnante è crudele e pensa così di metterci in difficoltà, oppure vorrebbe fare un po’ di selezione, non so. Io comunque, non sono un tipo che si arrende, e più il compito è incomprensibile, più io scrivo cose originali, e do il meglio di me […]

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  7. Fenomenologia sintetica di un tipo poco raccomandabile

    Il raccoglitore di conchiglie ( o la raccoglitrice, non ne faccio una questione di genere, ovviamente) è un individuo che posto in un ambiente marino (provvisto di spiaggia o, nei casi più gravi, anche di scomodi sassi) manifesta la sua patologia in tutta la sua evidenza e gravità che diversamente – in altri habitat cioè- […]

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  8. Disposizioni

    Stavamo pedalando ieri mattina lungo un terrapieno: io davanti, lei dietro di me nel traino. Alla nostra destra qualche metro più in basso la spiaggia e l’Oceano, alla nostra sinistra filari di viti si alternavano a allevamenti di ostriche. Ai bordi del sentiero bouganville e cespugli fioriti e lavanda. La temperatura era perfetta nè caldo […]

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  9. Speriamo bene, altrimenti pazienza

    Sentire il vento dell’Atlantico in faccia -ché non l’ho mai sentito mi sembra- mangiar ostriche fino a stancarmi, spostarmi solo in bicicletta per due settimane, dire infinite volte Oui, e Merci, e Bonjour, star sempre mezza svestita e scalza, annusare odori nuovi, svegliarmi per un po’ in un posto sconosciuto, finire Delitto e castigo, leggere […]

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  10. Quelli messi peggio

    Bianca ha 13 anni e una passione: i trattati di psicologia. All’inizio non ero troppo convinta, cioè mi sembrava un po’ troppo piccola per questo genere di cose, poi visto che ormai è da un pezzo che dice che lei all’università studierà Psicologia, che ne è sicura “come è sicura della morte” ( dice lei) […]

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